mercoledì 23 settembre 2009

Design Giugno 2009_Nina Idea in Movimento


Testo di Katiuscia Matteucci

A volte una buona idea viene fuori da un’ispirazione improvvisa come accade quando la mente, libera da ogni pensiero o turbamento, si lascia trasportare dalla brezza del vento in un viaggio su una barca in mezzo al mare.

Il Progetto. Da un’idea semplice ed intuitiva, scaturita dalla mente eclettica e creativa di Anika Elisabetta Luceri, nasce Niña una “piccola” vasca dall’animo libero e competitivo. Con il restyling di Epoca (vasca da bagno per antonomasia prodotta dal Gruppo Treesse) arriva Niña, un nuovo prodotto derivato dall’esigenza di dar vita ad una vasca innovativa e altamente personalizzabile. Oltre al suo design moderno ed essenziale Niña offre una serie di soluzioni cromatiche e di decori, studiate per ottenere un ambiente sempre più confortevole e originale. Molto raffinato è il decoro con inserti in Cristalli Swarovski, che rende ancora più prestigioso e lussuoso l’ambiente bagno; delicati sono i decori con motivi floreali, che donano un senso di tranquillità e freschezza. Non mancano le soluzioni per animi vivaci e sbarazzini con colori accesi e audaci. In un periodo dove il gusto per l’estetica, la ricerca della forma accattivante e il bisogno di originalità sono al centro dell’attenzione di molti designer e progettisti, Niña elabora un nuovo concetto di arredare il bagno. La vasca non ricopre più solo un ruolo di comfort e di benessere bensì di un abito: adattabile ad ogni tipo di personalità.

Anika Elisabetta Luceri. Designer per passione e di professione ha una dote innata per l’arte. Provenendo da studi artistici, maturando il suo interesse per la tecnica con una laurea in Disegno Industriale e dopo importanti esperienze lavorative in MV Agusta a Varese e progettando componenti ciclistiche ad uso sportivo per Bonamici Racing, riesce a raggiungere in ogni suo progetto un perfetto equilibrio tra arte visiva e produzione seriale. Il design di Anika Elisabetta Luceri non si limita alla realizzazione in serie ma sconfina abbracciando le diverse soluzioni di combinazione con l’arte. Possiamo definire lo stile di Luceri come “design ad arte”, dove si perdono i confini tra le due discipline. Non si riesce a percepire dove termina l’arte e inizia il design. Tutto è assolutamente omogeneo ed impeccabile.

Lo studio LuceriDesignSystem. Nel 2007 apre lo studio Luceri Design System, situato in Civita Castellana (VT) città conosciuta per la produzione di ceramiche artistiche e da bagno. Lo Studio si occupa di design, prototipazione e comunicazione. Molti i progetti realizzati per l’architettura d’interni come negozi di abbigliamento, centri estetici, arredo personalizzato e stand fieristici. Successivamente si specializza nel settore bagno collaborando per diverse aziende quali Ceramica Flaminia, Ceramica Tecla e Gruppo Treesse. Non limitandosi al design di prodotto lo studio Luceri Design System sviluppa il marchio “Elemento Gioielli” realizzando un unico nell’oreficeria High-Tech che si rivolge al mondo del racing. E proprio dal settore motociclistico ricava la materia, l’ “elemento” caratterizzante del prodotto: l’Ergal. Materiale estremamente leggero, anallergico e lavorato con le stesse tecnologie impiegate nella produzione di parti speciali per moto. Molto creativi sono i progetti nel settore farmaceutico, dove lo studio si occupa di Comunicazione a 360° passando dal packaging di prodotto al merchandising, e nei prodotti per la tavola con una serie di decori per porcellane da portata. Nel cantiere progettuale di Anika Elisabetta Luceri emergono interessanti soluzioni nel settore degli imbottiti, con simpatiche sedute trasformabili, cucine d’arredo e letti personalizzabili, il tutto seguito da simpatici oggetti di vario uso per la casa. Progetti nel cassetto sono quelli legati alle discipline sportive e in particolar modo per la vela per i quali a breve realizzerà dei prodotti di design. http://www.luceridesignsystem.it/
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Text by Katiuscia Matteucci
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Sometimes a good idea comes out from a sudden inspiration as it happens when your mind, free of every thought or anxiety, is carried by the wind breeze sailing on a boat in the middle of the sea.
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The poject. From a simple and intuitive idea, derived from the eclectic and creative mind of Anika Elisabetta Luceri, originates Nina a "small" bathtub with a free and competitive spirit. By the restyling of Epoca (a bathtube by antonomasia manufactured by Treesse Group) comes Nina, a new article derived by the demend to originate an innovative and hgly personalized bathtub. Besides its odern and essential design, Nina offers a range af chromatic and decorative solutions, cemceived to get a more and more comfortable and original space. Its decorations are very refined with insert of swarowski crystals, which makes more and more prestigious and luxury the bathroom; fine decorations with floral themes that give a sense of peacefulness and freshness. There are also solution for lively and saucy souls with bright and bold colours. In a period in which the taste for aesthetics, the search for the winning form and the need of originality are the centre of attention of many designers and planners, Nina works out a new concept of furnishings for the bathroom. The bathtube does not have anymore only a role for comfort and wellbeing, but it is also a dress: suitable for every kind of personality.
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Anika Elisabetta Luceri. She is a designer for passion and has a professionally a native gift for art. Coming from artistic studies, reaching gradually her interest for the technique with an Industrial Design degree and after important work experiences at the MV Agusta in Varese and planning cycling components for a sporting use for Bonamici Racing, she succeeds to achieve in every project of hers a perfect balance between visual art and serial production. The design of Anika Elisabetta Luceri does not limit itself only carrying out in series, but disgesses to embrace different solution with art. We can define the Luceri's style as " art design" where the borders between the two dsciplines disappear. You cannot just perceive where the art ends and the design begins. Everithing is absolutely homogeneous and flawless.
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The LuceriDesignSystem studio. In 2007 opened the Luceri Design System studio, located in Civita Castellana (VT), a town renowned for the production of artistic and bathroom pottery. The studio deals with design, prototyping and communication. Many projects have been carried out for for architecture. The Studio Luceri Design System does not limit itself to the product design, but develops also the "Elemento Gioielli" trademark, carrying out a unique item in the High- Tech jeweller's that turns to the racing world. And just from the motorcycle sector it drews the material, the characteristic "element" of the product: the ergal. An extremely light, anallergic material, worked with the same tecnologies used in the output of special parts for motorcycles. In the planning workshop of Anika Elisabetta Luceri come out interesting solution in the sector of the padded articles with nice transformable chairs, furnishined kichens and personalized beds, everything with nice items for different uses in the house. Unrealized projects are the one connected with the sport disciplines and particularly for sail for which she will carry out in a short time some design articles. http://www.luceridesignsystem.it/

Design Giugno 2009_Montforthaus Feldkirch

Testo di Katiuscia Matteucci

Il sito del nuovo Centro Congressi e Cultura Montforthaus si trova al confine del centro storico della città di Feldkirch. Il concetto di base del nuovo Montforthaus è organizzato dall’idea di creare nuovi spazi pubblici e l’integrazione del volume esistente nel tessuto urbano. Il nuovo volume è ridotto a un cubo estremamente compatto e funzionale, avvolto da una costruzione di cemento. Il ritmo generato dall’alternanza dei pilastri assorbe la città storica e la struttura del nuovo collegamento pedonale, ottenendo così nuovi spazi pubblici. Il nuovo Montforthaus risulta essere un edificio denso e compatto come un volume puro, avvolto da una struttura in cemento, generando così nuovi spazi urbani e cambiando il suo aspetto con il sole del giorno e la percezione dello spazio in prospettive sempre diverse. L’allineamento delle funzioni e lo sviluppo consequenziale interiore, sono ottimizzati da uno sviluppo orizzontale e verticale degli assi. Situati sulla linea di confine delle principali funzioni, influenzano la struttura dell’edificio nel senso di organizzazione e circolazione degli spazi. Questi assi di comunicazione garantiscono un flusso di libera costruzione interna e permettono una perfetta circolazione orizzontale e verticale. Tra gli assi si inserisce la grande area degli eventi situata senza interruzione di altri elementi, fornendo la possibilità di creare spazi flessibili. La trasparenza del vetro della facciata d’ingresso rende animati gli spazi pubblici nel loro insieme dando la possibilità di ospitare eventi all’interno e all’esterno. Le sale di lettura e dei convegni sono situate all’ultimo piano. Grazie alla facciata di vetro, queste stanze hanno una grande vista sul centro storico della città. questi ambienti hanno la possibilità di combinarsi trasformandosi in un unico spazio aperto. Apparendo così come un elemento fluttuante sopra la città. Il cemento utilizzato permette di presentarsi come un materiale, con tutta la sua espressività, senza incrementare il volume dell’edificio. Così il vetro diventa il principale elemento di facciata.

Text by Katiuscia Matteucci
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The site of the new Congress and Culture Montforthaus Centre is ate the border with the historic centre of the town of Feldkirch. The basic concept of the new Montforthaus is organized by the idea of creating new pubblic spaces and integration of the existing volume in the fabric of the town. The new volume is reduced to an extremely compact and functional cube, wrapped by building made up of concrete. The rhythm generated by the alternation of the pillars absorbs the historic town and the structure of the new pedestrian link, gaining so new public spaces. The new Montforthaus turns out to be a thick and compact building as a pure volume, wrapped by a concrete structure, generating so new urban spaces and changing its look with the day sun and perception of the space by more and more different perspectives. The alignment of the functions and the consequential inner development, are optimized by a horizontal and vertical development of the axles. Placed on the borderline of the main functions, thay affect the structure of the building about the organitation and circulation of the spaces. These axles of communication guarantee a flow of free inner construction and allow a perfect horizontal and vertical circulation. In the axles fits the great area for the events located without interruption of other elements, supplying with the possibility of making flaxible spaces. The transparency of the glass in the entrance front makes animated the public spaces all together, giving the chance to host events inside and outside. The reading and conversations halls are located at the top floor. Thanks to the glass front, these rooms have a great view over the historic centre of the town. These premises have the possibility to combine, turning into one outdoor space, so looking as a floating element over the town. The concrete used allows to appear as a material with all its expressiveness, without increasing the volume of the building. So the glass becomes the main element of the front.

4aMagazine Giugno 2009_La Chiesa di Foligno











Intervista a Massimiliano e Doriana Fuksas (autore Katiuscia Matteucci)
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“La sospensione di un volume all’interno di un altro. Vedere attraverso il cemento il cielo, dall’esterno, all’interno, all’esterno. Massimiliano Fuksas
Il nuovo complesso parrocchiale progettato dagli Architetti Fuksas, è un monolite di geometria pura, una scatola nella scatola. Sono due gli elementi architettonici principali che si identificano anche con le funzioni del centro religioso. Il primo elemento, l’edificio Chiesa, è costituito da due parallelepipedi inseriti l’uno nell’altro. Il secondo elemento, anch’esso di forma parallelepipeda ma allungato e basso, ospita la Sagrestia, i locali del Ministero Pastorale e la Casa Canonica. Un terzo corpo, di dimensioni minori, unisce questi ultimi due. I fasci di luce attraversano e legano tra loro i parallelepipedi e tramite le loro intersezioni creano una serie di aperture che illuminano l’aula, indirizzandosi verso gli elementi principali, l’Altare, l’Ambone e la Fonte Battesimale.

Dall’Architettura delle grandi Firme all’Architettura Sacra. Come ha vissuto il connubio tra spiritualità - progettualità nella realizzazione della nuova Chiesa di San Paolo a Foligno?

Non credo si possa fare architettura sacra, si può fare architettura che tenda alla spiritualità. Architettura sacra o profana non vuole dire nulla. Quello che abbiamo fatto è stato interrogare noi stessi sul ruolo della spiritualità nella vita delle persone. La persona che meglio ha descritto il progetto di Foligno è stato Monsignor Betori, ora Arcivescovo di Firenze; Ha colto un elemento, la luce, che è alla base di tutto. Abbiamo cercato, io e Doriana, di stabilire un rapporto tra la luce e la spiritualità; la luce è sinonimo di spiritualità, viene dalle arti figurative, viene dalla nostra storia del pensiero. Abbiamo utilizzato la luce naturale con un valore metaforico ed emozionale utilizzando delle finestre di forma irregolare. Ma la luce entra anche dall’alto, lungo tutto il perimetro per illuminare uniformemente tutti gli spazi.
Bisognava disegnare uno spazio che sapesse parlare sia all’individuo che all’assemblea dei fedeli, cosa complessa tenuto contro del fatto che una Chiesa deve essere facilmente comprensibile per permettere ai fedeli di orientarsi al suo interno e di sentirsi a proprio agio per poter partecipare come protagonista all’azione liturgica all’internio dell’assemblea celebrante. La semplicità dello spazio lo potremmo paragonare a quello delle Chiese francescane completamente spoglio di decorazioni, in cui solo gli elementi che ci sono stati richiesti trovano spazio.

Architetto, lei ha effettuato un taglio netto con la concezione della chiesa moderna impostata sulla dimensione orizzontale dello spazio. Quali sono i motivi che lo hanno condotto a questo tipo di soluzione?

L’idea è stata quella di creare una contrapposizione contro le costruzioni che ci sono oramai in tutti i paesi d'Europa, ma specialmente in Italia; questa costruzione di abitazioni o di altro che creano una città diffusa, che non hanno più nuclei, che non hanno più punti di riferimento, e cercare di riportare ad una struttura che non è più in orizzontale, come magari era quella del Concilio Vaticano Secondo, ma è qualche cosa che aspirava all'altezza. Aspirare all'altezza vuol dire riprendere un po' il discorso della cultura gotica, dell'oggetto semplice, che può essere anche una torre, un edificio con pochissime aperture, una chiesa quasi difensiva, ma che si apre agli altri. La Chiesa di Foligno ha ventotto metri di apertura sull'esterno. La porta non sono tre porte, ma sono una fascia di luce che dialoga con l'esterno.


Dopo gli ultimi eventi sismici, essendo Foligno una città già colpita dal terremoto, se e quali misure di prevenzione sono state adottate per questa realizzazione?

La Chiesa è stata costruita proprio dove sorgeva il campo container. Abbiamo pensato di fare una cosa che dovesse celebrare la perennità rispetto alla fragilità. Non volevamo che si dimostrasse la fragilità umana, ma che si dimostrasse una forma, qualche cosa che negli anni sostenesse la memoria di un fatto, un fatto drammatico. Una cosa semplice, all'apparenza arida, però con una grande luce che arriva dappertutto. Entrando si vede la luce dall'alto, poi all'interno arrivano queste trombe di luce che la illuminano, dalla quale tu percepisci dei frammenti di forza e di perennità. L’edificio intero ricorda il terremoto. Ovviamente poi, dal punto di vista strutturale, la chiesa è stata realizzata seguendo tutte le caratteristiche necessarie alla costruzione in una zona sismica come quella.

Da progetto “umano” a progetto “urbano”. Come si inserisce la costruzione all’interno del tessuto urbano di Foligno, e quali relazioni stabilisce con il contesto?

Il rapporto tra la Chiesa e la città è sempre stato molto importante nella storia dell’architettura. A partire dal Medioevo la Chiesa, il palazzo del podestà e la piazza sono stati gli elementi che disegnavano la nascente città borghese, oltre ad essere percorsi turistici per i pellegrini. A Roma la via del Pellegrino collega il Vaticano al centro della città e San Giacomo di Compostela è lo stesso fenomeno. Oggi la Chiesa ha perso la sua preminenza gerarchica rispetto agli altri edifici ma resta comunque un segnale molto forte nel tessuto urbano. L’area sulla quale abbiamo costruito è situata sull’asse periferico sud. L’ingresso al complesso parrocchiale si trova di fronte alla nuova strada che collega questa zona periferica al palazzo dello sport. Fra il complesso parrocchiale e la strada ci sarà una piazza punto di riferimento e di incontro per i fedeli e per gli abitanti del nuovo quartiere.

Interview to Massimiliano and Doriana Fuksas (author Katiuscia Matteucci)

"The suspension of a volume within another. Seeing through concrete heaven, from outside, to inside, to outside. Massimiliano Fuksas
The new parish designed by Fuksas Architects, is a monolith of pure geometry, absolute, in a tin box. There are two main architectural elements that are identified with the functions of the religious center, the first element, the Church building, consists of two rectangules inserted into one another, the second element, also rectangular shape but long and low, is home to the Sacristy, the Pastoral Ministry of Local and Casa Canonica. A third an architectural element, smaller, combining the latter two. Spirituality and meditation joined together in a play of natural light entering horizontally and vertically, drawing a dialogue with the sky.
From Architecture of the great Signatures to the Sacred Architecture. How did you live the union between spirituality - planning to implementation of the new Church of St. Paul in Foligno?

I do not think you can do sacred architecture, architecture can be done tending to spirituality. Architecture sacred or profane does not mean anything. What we did was to question ourselves about the role of spirituality in people's lives. The person who best described the project of Foligno was Monsignor Betori, now Archbishop of Florence, he took the item, the light, that is behind everything. We tried, Doriana and I, to establish a relationship between light and spirituality, the light is synonymous with spirituality, comes from arts, comes from our history of thought. We used the natural light with an emotional and metaphorical use of the windows of irregular shape. But the light also comes from above, along the entire perimeter to illuminate all areas evenly. It was necessary to design a space that speak both the individual and the assembly of the faithfuls, complex thing kept against the fact that a Church must be easily understood to allow the faithful to move through it and feel at ease to participate as protagonist inside of the liturgical celebrant. The simplicity of the space we could compare to that of the Franciscan churches completely bare of ornamentation, in which the only elements required find space.

Architect, you did a clean cut with the modern conception of the church set on the horizontal dimension of space. What are the reasons that led to this type of solution?

The idea was to create a contrast against the buildings that we are now in all European countries, but especially in Italy, this construction of house or other that create an extended town, which no longer have center, which not have more points of reference, and try to restore a structure that is no longer horizontal, as was perhaps that of the Second Vatican Council, but it is something that aspired to height. Aspire to height means to take a while the speech of the gothic culture, simple object, which can also be a tower, a building with few openings, a church almost defensive, but that it opens to others. The Church of Foligno has twenty-eight meters opening to the outside. The door has three doors, but they are a band of light that communicates with the outside world.

After the last earthquake, being Foligno a city already hit by the earthquake, whether and which preventive measures have been taken to this realization?

The Church was built where once stood the container field. We decided to do something that would celebrate the long compared to the fragility. We didn’t want to demonstrate the human frailty, but that proved a shape, something that in the years to support the memory of a fact, something dramatic. A simple, apparently arid, but with a great light that reaches everywhere. Entering you see the light from above, then insiede the light comes to illuminate, from which you receive fragments of strength and durability. The entire building recalls the earthquake. Clearly then, from a structural point of view, the church was built following all the necessary characteristics to the building in a seismic zone like that.

From "human" plan to "urban" plan. How does the building enter within the urban fabric of Foligno, and what relations establish with the context?
The relationship between the Church and the city has always been very important in the history of architecture. From the Middle Ages, the Church, the mayor of the palace and the square were the elements that draw the city's emerging middle class, as well as being interesting tourist pilgrims. In Rome Via del Pellegrino connecting the Vatican to the city center and St. James of Compostela is the same phenomenon. Today the Church has lost its hierarchical primacy over other buildings, but still a very strong signal in the urban fabric. The area on which we built is located on the peripheral South. The entrance to the parish complex is located opposite the new road connecting the suburb to the palace of sport. Among the parish complex and the road there will be a square reference point and meeting place for the faithful and for the inhabitants of the new district.

4aMagazine Giugno 2009_Hotel Giò




Testo di Katiuscia Matteucci

Dagli Stati Uniti al cuore dell’Italia, l’Umbria, approda la musica Jazz. In particolar modo a Perugia dove ogni anno si riuniscono tutti gli appassionati e i grandi musicisti di questa affascinante musica. In occasione di questo fenomeno internazionale è stato dedicato un luogo in cui la musica è entrata a far parte di uno stile di vita: l’Hotel Giò Jazz Area. Fuori dai canoni della tradizione alberghiera l’Hotel Giò si inserisce come ambiente unico nel suo genere, innovativo ed originale. Ogni sala, ogni arredo ha un richiamo al mondo della musica Jazz. Dai pianoforti che arredano le sale, e che possono essere usati dagli ospiti per mini concerti o solo per diletto; ai sottopiatti composti da dischi musicali di vinile. Le pareti delle camere da letto sono decorate con spartiti musicali, mentre quelle del Centro Congressi (annesso alla struttura) sono rivestite interamente con immagini raffiguranti i grandi maestri assieme ai loro strumenti musicali. Ma non finisce qui! Oltre ad ascoltare della buona musica si possono degustare degli ottimi vini all’interno dell’Hotel Giò Wine Area, collegato alla Jazz Area tramite una galleria dal design sorprendente ed incantevole. Calpestando i tasti bianchi e neri della tastiera di un pianoforte si rimane avvolti dalle note della musica di sottofondo e da suggestive immagini proiettate dai grandi schermi al plasma. Un luogo dunque, quello dell’Hotel Giò, dove la musica si ascolta, si gusta, si vive.
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Text by Katiuscia Matteucci
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From the United States to the heart of Italy, Umbria, the music Jazz lands.Especially in Perugia where every year gather all the fans and the great musicians of this fascinating music. On the occasion of this international phenomenon has been dedicated a place where the music has become part of a lifestyle: the Hotel Giò Jazz Area. Outside the canons of the tradition the Hotel Giò insert as a place unique, innovative and original. Every room, every furnishing has a reminder to the world of Jazz music. From pianos to decorate the rooms, which can be used by guests for mini concerts or just for pleasure, to the underplates composed by music vinyl disks. The walls of the bedrooms are decorated with musical scores, while those in the Conference Center (adjacent to the facility) are fully lined with pictures depicting the great masters with their musical instruments. But there's more! As well as listening to good music you can taste some excellent wines in the Hotel Giò Wine Area, linked to the Jazz Area through a tunnel from a surprising and enchanting design. Trampling the blacks and white keys on the keyboard of a piano is still enveloped by the notes of music and images projected by the large plasma screens. A place therefore, that of the hotel Giò, where to the music is listened, is tasted, is lived.

4aMagazine Giugno 2009_Minimetrò


Testo di Katiuscia Matteucci

Il Minimetrò rappresenta una nuova generazione nel campo del trasporto pubblico. Innovazione e tecnologia si fondono per dar vita ad un sistema moderno e altamente funzionale. Realizzato all’interno di una realtà storica, quale è quella della città di Perugia, il Minimetrò trova il suo trionfo in termini di qualità ed efficienza. Ad affiancare i progettisti e i tecnici locali è l’architetto francese Jean Nouvel, il quale ha saputo ottenere il giusto connubio tra progresso e contemporaneità senza enfatizzare l’infrastruttura in chiave High-Tech. Ne deriva un sistema di trasporto alternativo, unico nel suo genere, nel quale l’architetto ha posto grande attenzione ad ogni singolo elemento architettonico: le stazioni interrate e quelle elevate , i viadotti e le gallerie, i materiali e le finiture, l’uso della luce naturale e di quella artificiale, l’utilizzo del verde e l’esaltazione dei panorami naturali. La tecnologia adottata si basa sull’impianto di risalita utilizzato nelle zone di montagna. Le vetture corrono su binari mediante una fune in acciaio mossa da un motore elettrico. I principi architettonici adottati sono semplici ed essenziali, i materiali impiegati sono l’acciaio e il vetro accostati alla massa di cemento pigmentato. Il Minimetrò è stato progettato considerando la percezione del viaggiatore che dall’interno delle stazioni guarda verso la città e dall’interno delle vetture ammira il paesaggio. Il risultato è di un sistema di trasporto pubblico in grado di offrire un’esperienza di viaggio piacevole, sicura e divertente.
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Text by Katiuscia Matteucci
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Minimetrò represents a new generation in the field of public transport. Innovation and technology combine to create a modern system and highly functional. Realized inside a historical reality, which is the city of Perugia, Minimetrò finds his triumph in terms of quality and efficiency. To support the local designers and technicians is the French architect Jean Nouvel, who was able to get the right blend of contemporary and progress without emphasizing the infrastructure in High-Tech key. It follows a system of alternative transportation, unique, in which the architect has placed great attention to every architectural element: the underground stations and those elevated, the viaducts and tunnels, materials and finishes, the use of natural and artificial light, the use of green and the exaltation of natural landscapes. The technology is based on ski lift system used in mountain areas. The carriages run on tracks through a steel rope driven by an electric motor. The architectural principles adopted are simple and essential, the materials used are steel and glass combined to the mass of pigment concrete. Minimetrò has been designed considering the perception of the traveler who looks from inside the station to the city and from inside the carriages and admire the scenery. The result is a public transport system can offer a travel experience pleasant, safe and fun.

martedì 9 giugno 2009

VETRALLA IN FIORE - Unique Art Gallery Installation

“Fiori alle finestre e cene in cantina”
12-13-14/ 19-20-21 GIUGNO

Da qualche anno, nel mese di giugno, Vetralla è caratterizzata dalla manifestazione più coinvolgente per tutti gli abitanti e i partecipanti: “Fiori alle finestre e cene in cantina”. Protagonista principale la città e l’arte floreale che, per due weekend consecutivi, coinvolge tutte le vie del centro storico insieme con un susseguirsi di vecchie cantine dove dar spazio all’allegria e alla buona tavola. La manifestazione, organizzata dalla ProLoco, è giunta alla sua XVI edizione e con una spettacolare scenografia fatta d’allestimenti floreali realizzati dalla gente del posto che adorna le case e i caratteristici vicoli, è impreziosita di meravigliosi colori. Per la preparazione ogni volta è suggerito un tema e quest’anno il filo conduttore sono “gli anni 50-60”, gli anni della beat generation. Tra le tante iniziative, la nuova galleria Unique Art Gallery, inaugurata il 30 maggio, sarà il fiore all’occhiello di quest’evento con un’istallazione intitolata ”V-Bacc”. Otto vasi giganti, decorati con sabbie e inerti provenienti da tutto il mondo e creati da Nicola Baccaglini, saranno i protagonisti insieme ad una sorprendente atmosfera nello spazio antistante la galleria stessa in Via Roma, 5. Tutti i visitatori possono, fino a tarda sera, gustare le specialità locali all’interno delle cantine, che aprono appositamente per quest’occasione, e partecipare alle iniziative culturali e sportive con mostre, visite al museo, tornei e saggi, bancarelle dell’artigianato di pregio e degustazione dei prodotti tipici, tra cui l’olio extravergine d’oliva locale e i tartufi. Per informazioni su ogni singola iniziativa è possibile visitare il sito www.prolocovetralla.it .

Unique Art Gallery
Via Roma,5
01019 Vetralla (VT)


Press Office
4aMedia s.r.l
Via Crescenzio 20
00193 Roma
4amediapress@gmail.com
http://www.4amagazine.it/ http://www.4amedia.it/

venerdì 15 maggio 2009

UNA VOLTA SOLA

“Come in un amore immaginario, la passione e il sentimento per ciò che trascende è reso raggiungibile per una volta sola.”


Inaugura sabato 30 maggio, Unique Art Gallery, la prima Redazione/Galleria dove l’informazione è in mostra. Un nuovo spazio tra arte e design in un contesto unico, nel cuore della Tuscia, dove tra le attività redazionali – giornalistiche si potranno ammirare realizzazioni d’arte e design.

UNIQUE come le opere che ospiterà, realizzazioni di artisti del panorama artistico contemporaneo, con la particolare attitudine all’arte applicata: Moreno Panozzo, Lidia Scalzo, Nicola Baccaglini, Francesca Carallo, Francesca Mondini, Anna Maria Scocozza, Claudio Ballestracci e Renzo Buttazzo. Tutti con la passione per l’arte che trasformano in mestiere generando opere uniche, preziose, segnando il momento nella materia: legno, pietra, carta, resina, ceramica.

Per inaugurare lo spazio Unique una manifestazione che coinvolge la città di Vetralla dal titolo
“UNA VOLTA SOLA”. Le opere d’arte, protagoniste assolute di questo evento, presenzieranno lungo la via principale, una coinvolgente coreografia ideata da Daniela Capacci di DANZARICERCA creerà un contatto con le singole opere in una armonia di forme, gesti e movimenti.
Unique lancia un nuovo concetto di spazio dove incontrare, interagire, conoscere e informare.

L’evento è curato e organizzato da 4aMedia e patrocinato dal Comune di Vetralla e dalla Provincia di Viterbo.

Inaugurazione 30 Maggio 2009 H19:00

Unique Art Gallery
Via Roma,5
01019 Vetralla (VT)



Ufficio Stampa
4aMedia s.r.l
Via Crescenzio 20
00193 Roma
redazione@4amagazine.it
http://www.4amagazine.it/ http://www.4amedia.it/

sabato 21 marzo 2009

4aMagazine Febbraio 2009_Italian Dubai




Testo di Katiuscia Matteucci

Nel cuore di Dubai Marina, in una città ricca di stili dove dominano le parole lusso e sfarzo, sorge il VQ Ventiquattro Radisson SAS Residence; una torre di 20 piani contenente 152 appartamenti, due Wellness Center, SPA con 2 piscine esterne, ristorante, beauty center e business center. Che cosa rende unico questo progetto in una città come Dubai già ricca di edifici complessi, lussuosi, maestosi e dotati delle più innovative tecnologie? La risposta è semplice: l’importanza del Design e della totale realizzazione “Made in Italy”. La maggiore Real Estate del Medio Oriente, la Abyaar Company, ha affidato il progetto del VQ allo Studio Matteo Nunziati di Milano che lo ha coordinanto in ogni sua fase. Passando dalla “grande scala” allo studio del dettaglio. Dal landscape alla progettazione degli esterni, dall’interior design alla cura del prodotto. Il risultato è una perfetta coerenza estetica e una qualità realizzativa totalmente elevata. Italiani sono anche i materiali impiegati quali il marmo Travertino (molto usato per il rivestimento delle pareti interne della Lobby area e dei bagni), le ceramiche e gli arredi. Le aziende impiegate per l’interior design sono tra i grandi marchi della produzione italiana. Questa sfida di esportare l’eccellenza italiana nella più innovativa metropoli del mondo è una realtà concreta e tangibile nella città di Dubai.

Text by Katiuscia Matteucci

In the heart of Dubai Marina, in a city full of style where words dominate are luxury and splendor, is the VQ Ventiquattro Radisson SAS Residence, a 20-storey tower containing 152 apartments, two Wellness Center, SPA with 2 outdoor pools, restaurant, beauty center and business center. What makes this project unique in Dubai as a city already rich in complex buildings, luxurious, majestic, and equipped with the most innovative technology? The answer is simple: the importance of design and full implementation "Made in Italy". The main Real Estate of the Middle East, the Abyaar Company, has entrusted the design of the VQ to the Studio Matteo Nunziati in Milan who has coordinated every phase. Passing by the "large scale" to study the detail. From the landscape to the exterior design, by interior design to the care of the product. The result is a perfect consistency aesthetic and a quality production totally high. Italians are also the materials such as Travertine marble (often used for coating the interior walls of the lobby area and bathrooms), ceramics and furniture. The companies used for the interior design are among the major brands of Italian production. This challenge to export the Italian excellence in the most innovative cities in the world is a tangible manifestation in the city of Dubai.

4aMagazine Febbraio 2009_5th Avenue




Testo di Katiuscia Matteucci

Fifth Avenue è la strada più celebre di New York, sempre al centro della cronaca e dove la corsa allo shopping d’autore non conosce crisi. In questo luogo storico ma al tempo stesso modernissimo approda il nuovo Concept Store della grande firma italiana Giorgio Armani. Armani/Fifth Avenue è un modello di italianità al cento per cento. Non parliamo solo di moda ma soprattutto di architettura. Ancora una volta lo stilista si è rivolto allo Studio di Architettura di Doriana e Massimiliano Fuksas (già progettisti di Armani/Chater House a Hong Kong e Armani/Giza Tower a Tokyo), i quali hanno saputo combinare in una perfetta armonia di forme e colori, lo stile della moda Armani con il concetto di dinamismo e fluidità che rende questo ambiente, giovane, fresco, all’avanguardia. L’edificio che accoglie questo concept store ha una struttura compatta e leggera allo stesso tempo, la facciata è interamente in vetro mentre l’interno è predominato da una scala che si muove sinuosamente come un nastro distribuendo i vari piani, sfalsandoli leggermente, e generando pareti curve, dinamiche e mai uguali. In questo ambiente così mutevole è possibile trovare tutte le collezioni della grande firma; partendo dal piano seminterrato troviamo un abbigliamento casual e sportivo, man mano che si sale i prodotti diventano sempre più raffinati e ricercati fino ad arrivare all’ultimo piano dove tutti gli sfarzi dell’alta moda e di un’architettura di tendenza lasciano lo spazio all’affascinante skyline di Central Park.

Text by Katiuscia Matteucci

Fifth Avenue is the most famous road in New York, always at the center of the news and where the race for shopping knows no crisis. In this historic place, but at the same time ultramodern Concept Store of the great signature Italian Giorgio Armani. Armani / Fifth Avenue is an Italian model of one hundred percent. Do not just speak of fashion, but especially of architecture. Once again, the designer turned the Architects of Doriana and Massimiliano Fuksas (former designer of Armani / Chater House in Hong Kong and Armani / Giza Tower in Tokyo), which were able to combine in a perfect harmony of shapes and colors , the style of Armani fashion with the concept of dynamism and fluidity that makes this place, young, cool, modern. The building hosting this concept store is compact and lightweight at the same time, the facade is entirely of glass while the interior is dominated by a staircase that moves like a sinuous ribbon distributing the various plans, offsetting slightly, and generating curved walls, dynamic and never equal. In this changing place you can find all the collections of the great signature; on the basement floor is casual clothes and sportswear, as you climb the products become increasingly sophisticated and sought until to reach the top floor where all the magnificence fashion and an architecture of tendency leave the space to the charming skyline of Central Park.