domenica 12 dicembre 2010

SUGGESTIONI: il suono del gusto


Direzione Artistica ANIKA ELISABETTA LUCERI
Chef JOËLLE PAOLI
Con la partecipazione di IVANA LUCERI, Voce - CLAUDIO RICCI, Chitarra


Sabato 11 dicembre La locanda del Francescano diventa il palcoscenico sensoriale d’eccezione per ospitare l’evento Suggestioni. Una serata in cui il cibo, protagonista indiscusso, si trasfigura in impressioni visive, sonore e vocali.

L’incontro tra due menti creative, quelle della Designer Anika Elisabetta Luceri e della Chef Joëlle Paoli, ha dato origine ad un cosmo parallelo di idee, dove il gusto e il design diventano elisir di un viaggio trascendentale che si trasforma di volta in volta in un nuovo prodotto. Prima tappa di questo viaggio è l’evento Suggestioni.

Una ricerca sperimentale a libera ispirazione dove i sapori creano suggestioni visive e si raccontano in suoni, trasformandosi in forma. Attraverso un gioco sinestetico si descrive un’intenzione non legata al pasto, ma alle sensazioni provocate da un odore, dal ricordo di un sapore, da una forma; generando, appunto, suggestioni.
Il racconto viene interpretato attraverso la voce di Ivana Luceri e dalla chitarra di Claudio Ricci con un arrangiamento del tutto originale, ideato e realizzato dalla stessa designer, che lascia spazio alla fantasia dell’uditore.

Anika Elisabetta Luceri, designer e art director, ha una dote innata per l’arte. Specializzata nel design motociclistico si occupa di design di gioielli; dell’arredo bagno, del contract design e da alcuni anni anche nel food design. Ha curato l’immagine della chef Joelle Paoli con Unconventional Chef ed è autrice di diversi food gadget come: Monchef e il Cubo dei Sapori. Attualmente è impegnata nel settore del food attraverso sperimentazioni multicanale. www.luceridesignsystem.it

Joëlle Paoli, nata e cresciuta a Nizza, ha da sempre unito la passione per la cultura mediterranea con l’eleganza e l’eccellenza della cultura francese, nel rispetto della tradizione, attraverso una ricerca mirata all’originalità.
Chef non convenzionale che dà colore e carattere ad ogni sua opera. Riesce a mescolare professione, creatività e femminilità trasformando ogni volta il cibo in qualcosa di unico. www.joellepaoli.com

Ivana Luceri, cantante e professionista della voce ha l’abilità di trasformare sensazioni e percezioni in suoni. La sua voce, particolare nel suo stile, abbraccia diversi generi musicali, dal canto lirico al moderno, dal pop al jazz e non ultimo il blues. Note che in lei si distinguono e la rendono una strumentista senza eguali. www.ivanaluceri.it

Claudio Ricci, chitarrista e insegnante, collabora con vari gruppi di musica pop, rock, blues, funky, latin, disco, folk in varie formazioni in tutta Italia. Insieme ad Ivana Luceri si è esibito per la performance Scat: ambizione imprevista di un oggetto, ideata e curata da Anika E. Luceri.

La locanda del Francescano, un luogo dove scoprire emozioni sempre nuove. Una cucina ricercata e fuori dagli schemi della chef Joëlle Paoli; location ideale per eventi e performance artistiche per trasformare un semplice gesto quotidiano in un momento di vera arte. www.lalocandadelfrancescano.it



Ufficio StampaKatiuscia Matteucci

giovedì 30 settembre 2010

NAU - NETWORK ARCHITETTI UMBRI

Anche il cuore dell'Italia, l'Umbria, si è mobilitata per organizzare un grande evento, il FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA - THINK TOWN TERNI.
La realtà umbra sta evolvendo e crescendo, nuovi stimoli e nuovi interssi emergono per uno sviluppo sempre maggiore della città e di essere Città.
All'interno della manifestazione l'evento NAU - NETWORK ARCHITETTI UMBRI. Una ricognizione di opere architettoniche contemporanee realizzate e in work in progress.
Venti studi di architettura, tra architetti già consolidati e giovani architetti in via di affermazione, in tre giornate di lavoro dove testimonianze, conoscenze e diffusione dell'architettura sono gli elementi essenziali per dar vita ad un confronto consapevole sulla capacità di cambiamento in termini di spazi, interazioni, trasformazioni.

29-1 ottobre h 9-13
CAOS, Centro Arti Opificio Siri
Via Luigi Capofregoso, 98 - Terni
www.festivaldellarchitettura.it

lunedì 29 marzo 2010

Design Marzo 2010_Lucien Pellat-Finet Shinsaibashi


Testo di Katiuscia Matteucci

Sono sempre più gli stilisti dei grandi brand di abbigliamento a chiedere la collaborazione per la progettazione di nuovi concept store (diffusi per il mondo) ad architetti di nota fama e abilità. E’ la volta della nuova boutique Lucien Pellat-Finet in Osaka. Anche in questa occasione il re del cachemire ha commissionato il lavoro al celebre architetto giapponese Kengo Kuma.
Per la realizzazione di uno spazio che sapesse rendere al massimo le peculiarità di naturalezza del tessuto, l’architetto Kengo Kuma, fedele alla sua ideologia di un’architettura organica, ha elaborato uno spazio totalmente innovativo ed esteticamente incantevole.
Una struttura in legno naturale a nido d’ape che si sviluppa all’interno del negozio, avvolgendolo e fornendo una sensazione di naturalezza e semplicità.
Il concept store è distribuito su tre livelli dell’edificio, il motivo a nido d’ape si ripete ininterrottamente su tutte le superfici divenendo esso stesso oggetto d’arredamento nel quale disporre i capi di abbigliamento e gli accessori firmati LPF.
All’interno dello store, oltre ai pregiati abiti in cachemire, trovano luogo: un bookshop, uno spazio neutro in cui si alternano vestiti e libri d’arte e una piccola e intima caffetteria nella quale i clienti possono rilassarsi gustando dell’ottimo champagne e assaporando sofisticati piatti della cucina francese.

Text by Katiuscia Matteucci

There are more and more stylists from big clothing brands who ask renown and skilled architects to collaborate for the designing of new concept-stores (worldwide spread). Now it is the turn of the new boutique by Lucien Pellat-Finet in Osaka. Even on this occasion the king of the cachemire has ordered the work to the famous Japanese architect Kengo Kuma. In order to carry out a room that could express at the most the peculiarities of naturalness of the fabric, architect Kengo Kuma, faithful to his concept of organic architecture, worked out a room that is completely innovatory and aesthetically charming. A honeycomb structure by natural wood that develops inside the shop, wrapping it up and giving a sensation of naturalness and semplicity. The concept store is arranged on three levels of the building, the honeycomb theme continually recurse on all the surfaces becaming the furnishing item on which arranging the items of clothing and accessories by LPF. Inside the store, besides the valueble cachemire clothes, you can find: a bookshop, a neutral room in which alternating clothes and books and a small intimate cafeteria in which the customers can relax enjoying an excellent chamagne and tasting sophisticated dishes from the French cuisine.

mercoledì 6 gennaio 2010

Design Dicembre 2009_ One Day Poem Pavilion

Testo di Katiuscia Matteucci

Luce, ombre, spazio, poesia queste le parole chiave per descrivere l’originale lavoro di tipografia sperimentale di Jiveon Song. One Day Poem Pavilion è uno spazio dove l’esperienza personale e la cultura della meditazione si uniscono dando forma ad uno spazio semplice ed elaborato allo steso tempo.
Il padiglione, composto da una struttura che ricorda una cupola geotetica, è caratterizzato da una serie complessa di perforazioni che entrando in contatto con la luce naturale del sole genera sulla superficie del terreno un testo o meglio definito un Poema. Dalla cultura Coreana, paese di origine del media designer Jiveon Song, scopriamo il significato del Sijo (poema classico coreano) rivalutando così il significato della vita e del trascorrere del tempo.
Il metodo di sviluppo per il raggiungimento di questo straordinario effetto visivo e di comunicazione è determinato dal periodo dell’anno e dalla posizione della terra intorno al sole. I fori praticati sulla cupola a contatto con una determinata inclinazione della luce del giorno rendono possibile la visualizzazione delle parole. All’interno del padiglione è possibile ottenere un’esperienza personale ogni volta differente per ogni individuo. La poesia, che può essere vista dalle 8 del mattino fino alle 4 del pomeriggio, permette allo spettatore di vivere uno spazio unico e irripetibile offrendo un momento di riflessione sulla nostra vita frenetica.
In un progetto di ricerca e sperimentazione come One Day Poem Pavilion gli elementi che compongono questo complesso elaborato sono elementi naturali, essenziali quali la luce e le ombre nello spazio.

Text by Katiuscia Matteucci
a
Light, shadow, space, poetry: these are the key word to describe the original work of experimental letterpress by Jiveon Song. One Day Poem Pavilion is a space where the personal experience and the culture of meditation get together giving a shape to a plain and at the same time elaborate space. The pavilion, made up of a stucture that reminds a geothetic dome, is characterized by a complex series of perforations that, getting in touch with the natural light of the sun, generates a text, or better a Poem, on the surface. From the Korean culture, the original country of the media designer Jiveon Song, we find out the meaning of Sijo (the classic Korean poem), revaluing so the worth of life and passing of time. The method of development to achieve this extraordinary visual and communicative effect is defined by the period of the year and the position of the earth around the sun. The holes made on the dome on contact with a definite inclination of the day light make possible the display of the words. Inside the pavilion it is possible to get a personal experience everytime different for each man. The poetry that can be seen from 8,00 a.m. till 4,00 p.m., allows the visitor to live a unique and unrepeatable space for research and experimentation such as One Day Poem, the elements that make up this elaborate unit are natural elements and essential, such as the light and shadows in the space.