venerdì 2 marzo 2012

News: ANDREW RUTT in mostra alla galleria Whitecubealpigneto di Roma

La galleria Whitecubealpigneto presenta nell’ambito del progetto Myra/on Trasformazioni - Omaggio a Gore Vidal
ANDREW RUTT “beautiful days, terrible times”

a cura di Sguardo Contemporaneo
Whitecubealpigneto
7 marzo - 30 aprile 2012
Inaugurazione mercoledì 7 marzo 2012 ore 19.00

Il 7 marzo 2012 alle ore 19 la galleria Whitecubealpigneto inaugura la mostra di Andrew Rutt dal titolo beautiful days, terrible times, a cura di Sguardo Contemporaneo, terza tappa del progetto espositivo Myra/on Trasformazioni ispirato dalla controversa opera Myra Breckinridge dello scrittore statunitense Gore Vidal.
Muovendosi nel campo della fotografia partecipativa, l’artista ha lavorato per mesi all’interno della realtà transgender del quartiere Pigneto di Roma: consegnando delle macchine fotografiche usa e getta ha chiesto ad alcuni transgender – troppo spesso raccontati ma poco spesso ascoltati con attenzione e discrezione – di fotografare la propria vita, la propria quotidianità sommersa, mostrandosi attraverso il mezzo fotografico. «Non è la realizzazione di immagini tecnicamente perfette ad interessare Andrew Rutt – scrive Valeria De Berardinis nel testo critico che accompagna la mostra  ̶  ma il valore documentario e socio-politico che esse assumono. Soltanto dopo aver visto i loro racconti, alla luce del materiale raccolto, l’artista ha ritratto i volti e i corpi delle persone che si sono prestate a questo 'gioco', rivelando il suo sguardo su di loro».
La mostra presenta una selezione di immagini scattate dai transgender e i ritratti di questi stessi scattati dall’artista: un incontro tra due sguardi molto diversi, volto a cogliere l’essenza di ogni singola persona, al di là dello stereotipo o del pregiudizio.

giovedì 1 marzo 2012

News: "Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti " Scoprire Pina Bausch attraverso Pina di Wim Wenders

Giovedì 1 Marzo 2012 ore 18.30
"Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti " Scoprire Pina Bausch attraverso Pina di Wim Wenders
Incontro con Anna Maria Prina, Gianni Canova e Francesca Pedroni
Triennale di Milano

Pina di Wim Wenders visto dagli occhi di una delle più importanti coreografe italiane, Anna Maria Prina, e da uno dei più raffinati critici cinematografici, Gianni Canova. L'uscita in DVD e Blu-ray Disc del film che omaggia l'artista capace di rivoluzionare la danza contemporanea, diventa l'occasione per scoprire il suo universo, filtrato dallo sguardo di uno dei più grandi registi di oggi, Wim Wenders. Oltre al film, le edizioni comprendono un approfondito Making of di 45 minuti, il commento audio del regista, un’intervista esclusiva a Wim Wenders e oltre 40 minuti di coreografie inedite di cui verranno mostrati degli estratti durante l’evento. A moderare l'incontro la giornalista e storica di danza Francesca Pedroni, che per molti anni ha seguito l'opera di Pina Bausch.

Anna Maria Prina, diplomata alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, si è perfezionata al Teatro Bolshoi di Mosca e al Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Ha iniziato nel 1960 la sua carriera professionale al Teatro alla Scala dove ha ballato i principali ruoli di solista del repertorio classico, neo-classico e contemporaneo. Nel 1974, il Sovraintendente Paolo Grassi la chiama alla direzione della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; sarà la prima a portare la danza contemporanea alla Scala, nel 1975. Ha curato le coreografie per spettacoli della Scuola di ballo della Scala e per alcune opere del Teatro alla Scala e formato danzatori del calibro di Massimo Murru e Roberto Bolle.
Gianni Canova è Preside e professore Ordinario di Storia e critica del cinema presso l’Università IULM di Milano. Fondatore e direttore del mensile di cinema e spettacolo Duel, è stato critico cinematografico per il Manifesto, la Repubblica, Sette del Corriere della Sera. Ha collaborato con Bianco & nero, Letture, Segnocinema, Rolling Stone, oltre a pubblicare numerosi scritti sul cinema. Ha curato diverse mostre per la Triennale, tra cui "Le città in/visibili" e "Mostra annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve". In televisione è critico cinematografico per SkyCinema.

Francesca Pedroni, giornalista e storica della danza, laureata in Storia del Teatro e dello Spettacolo, è critica del quotidiano Il Manifesto, oltre a scrivere per molti periodici e quotidiani. Per il canale televisivo Classica di Sky è autrice della serie di documentari dedicati a coreografi e personalità della danza, da Pina Bausch a Carolyn Carlson, Alwin Nikolais, Emio Greco. Dal 2000 è docente di Storia della danza e del balletto alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala. È stata membro della giuria del Premio Leone d’Oro per la danza alla Biennale di Venezia 2007.

L'incontro è promosso da BIM Distribuzione e QMedia in collaborazione con la Triennale di Milano e Morris, Casini & Partners in occasione dell'uscita del film Pina di Wim Wenders, disponibile dal 22 febbraio in DVD 2 Disc Collector’s Edition e Blu-ray Disc contenente le versioni 3D + 2D.

Ingresso libero

martedì 28 febbraio 2012

News: Festa Mobile, performance per l'inaugurazione della Design Week

Martedì 17 Aprile 2012 ore 22.00
Festa Mobile
Performance per l'inaugurazione della Design Week
Triennale di Milano

Martedì 17 aprile 2012, per festeggiare l'inaugurazione della Triennale Design Week, avrà luogo un'esecuzione di Les Moutons dePanurge di Frederic Rzewski coordinata da Sentieri selvaggi e aperta a tutti i musicisti della città. La performance invaderà gli spazi della Triennale e coinvolgerà attivamente anche il pubblico.
Per partecipare basta saper leggere la musica e possedere uno strumento.
È aperto il bando.

“Suonate sempre forte, senza fermarvi o diminuire,
stando insieme a lungo quanto si può, ma se vi perdete, rimanete persi.
Continuate a seguire le regole, rigorosamente”.
(Frederic Rzewski)

Sentieri selvaggi e Triennale di Milano presentano Festa mobile, performance per l'inaugurazione della Triennale Design Week.
I musicisti della città, raccolti attraverso un bando pubblico, si disporranno nei diversi spazi della Triennale in gruppi strumentali disomogenei e apparentemente disordinati, per eseguire la partitura di Frederic Rzewski Les moutons de Panurge.
La musica abiterà così l'intero spazio della Triennale, e il pubblico, libero di muoversi, realizzerà un proprio percorso tra le varie combinazioni strumentali impegnate nell'esecuzione del brano. Il pubblico stesso, inoltre, diventerà soggetto attivo della performance, dal momento che verrà invitato a partecipare all'esecuzione musicale, come previsto da Rzewski, tenendo il ritmo della partitura usando strumenti e oggetti percussivi portati da casa o distribuiti direttamente alla Triennale, privilegiando, in omaggio alla Triennale Design Week, oggetti quotidiani dell'abitare.
Festa mobile riprende un'analoga esperienza compiuta con il progetto Milano suona in do (giugno 2009), in cui la musica di Terry Riley ha risuonato nell'intero spazio della Triennale coinvolgendo più di 40 musicisti provenienti dalle più disparate esperienze professionali.

Le Moutons de Panurge viene composto da Frederic Rzewski nel 1969 su ispirazione tratta da un episodio del Gargantua e Pantagruel di Rabelais.
La composizione è scritta per un "numero qualsiasi di musicisti che suonano strumenti melodici, più un numero qualsiasi di non-musicisti che suonano qualunque cosa". La partitura consiste in una melodia di 65 note da suonare all'unisono attraverso una sequenza cumulativa (1, 1-2, 1-2-3, e così via...), e una volta che la melodia è completata deve essere eseguita nuovamente ma eliminando a ogni ripetizione la prima nota della sequenza (2-3-....65, 3-4-...65, e così via) fino a che non viene raggiunta l'ultima nota: a quel punto inizia un'improvvisazione collettiva. I non-musicisti, invece, sono invitati a produrre suono, qualsiasi suono, preferibilmente molto forte, con strumenti o oggetti a percussione.
Ecco come fare:
- entro il 31 marzo 2012 mandare una mail all'indirizzo organizzazione@sentieriselvaggi.org che descriva l'esperienza musicale e contenga dati anagrafici, residenza, codice fiscale, eventuale matricola enpals e recapito telefonico, specificando in oggetto: "FESTA MOBILE";
- entro il 7 aprile selezione dei partecipanti.
- il 14 e il 15 aprile convocazione per due sessioni di prove coordinate da Filippo Del Corno, Carlo Boccadoro e dai musicisti di Sentieri selvaggi;
- il 17 aprile prova generale e performance.

mercoledì 22 febbraio 2012

News: MADE IN JAPANE, L'ESTETICA DEL FARE in mostra alla Triennale di Milano

3 Marzo. 1 Aprile 2012.
Made in Japan

L'estetica del Fare
Mostra collettiva a cura di Patrizia Rappazzo
Triennale di Milano

Inaugurazione 2 marzo ore 19.00

Charity Box
– mostra design che prevede donazioni libere durante la serata di inaugurazione e in occasione del primo anniversario del disastro di Fukushima,  11 marzo 2012.
Performance Coreografica
- 2 marzo e 11 marzo ore 19.30.
Performance Lezione di Calligrafia
- 17 marzo ore 10.30.
Performance la Vestizione del Kimono
- 23 marzo ore 18.00.
Performance la Cerimonia del Te
- 25 marzo ore 17.00.

Tasselli d’arte – Oltre il Cinema, la sezione espositiva della 19° edizione di Sguardi Altrove Film Festival, in continuità con le due edizioni precedenti - che hanno visto la realizzazione e il successo delle collettive Made in China e Made in Africa - quest’anno ancora in collaborazione con La Triennale di Milano - (tra gli altri anche con il Consolato del Giappone a Milano, la Fondazione Italia - Giappone, l’associazione Italia - Giappone di Milano) - con la collettiva Made in Japan - L'estetica del Fare chiude idealmente la trilogia che ha avuto come obiettivo la riflessione artistico, sociale e politica sui paesi, oggi, al centro dell’attenzione internazionale. 


La terza edizione di Tasselli d’Arte - Oltre il Cinema, in Triennale, con Made in Japan - L'estetica del Fare affronta le tendenze dell’arte e della cultura nipponica con uno sguardo su artisti di nuova generazione, ma anche con antesignani della tradizione, grazie ai quali le due anime dello zen e del manga si ibridano in una suggestiva rete di rimandi tra costumi, arte, cinema, video e fotografia.



La mostra si configura come una collettiva che interseca sguardi, linguaggi e punti di vista differenti relativamente al paese del Sol Levante.


Nell’ambito di Made in Japan. L’estetica del fare - sia la serata dell’inaugurazione del 2 marzo, sia l’11 marzo, anniversario delle catastrofi - il pubblico potrà fare delle donazioni libere finalizzate alla raccolta fondi per la ricostruzione del Giappone. Questi due momenti benefici sono connessi all’esposizione delle Charity Box, il progetto de L’Isola della Speranza Associazione No profit fondata dai giapponesi residenti a Milano a sostegno delle vittime del terremoto e dello tuznami a cui hanno partecipato oltre cinquanta designer di paesi differenti con opere firmate tra gli altri da Naoto Fukasawa, Kaori Shiina, Kazuyo Komoda. Le box create per l’occasione diventano dei veri e propri salvadanai in cui i visitatori, se vogliono, possono inserire la loro donazione.


In mostra, in ricordo di Fukushima anche una selezione di video che documentano il disastro ambientale, opere fotografiche e videoistallazioni di artisti che amplieranno lo sguardo e porteranno la loro riflessione estetica sul tema dell’ambiente, in rapporto alla Natura Madre.

Tra i nomi degli artisti giapponesi selezionati quello di Yayoi Kusama, artista nota a livello internazionale di cui sarà presentata una installazione "Walking Piece" del 1966, inedita per Milano e delle foto del grande Nobuyoshi Araki, per gentile concessione della Galleria Guenzani di Milano e una inedita istallazione, ‘Asutomorrow’della designer nipponica Kaori Shiina, ‘Hyouriittai’, opera fotografica di Yoshie Nishikawa, fotografa di grande sensibilità e spessore artistico a cui si aggiungono gli oggetti di Naoto Fukasawa, firma riconosciuta nel panorama del design, a livello internazionale. A rappresentare i giovani artisti giapponesi invece, oltre ai designer inseriti nella collettiva Charity box, Takane Ezoe, anche protagonista della performance (nel ruolo della pittrice) della coreografia di Sisina Augusta, che inaugurerà la manifestazione, di cui sarà presentata ‘Kizuna’, una istallazione ispirata a Fukushima. 

Tra gli italiani Eliana Lorena, già ospite nella precedente edizione Made in Africa, quest’anno con il progetto ‘My room’, inteso come un punto di arrivo dove depositare oggetti e pensieri creati , nel lungo attraversamento delle terre orientali; Sergio Calatroni, noto artista milanese da anni residente a Tokyo che propone ‘Impertubabile necessario’, una serie fotografica sulle suggestioni ispirategli dal paese del Sol Levante; le giovani artiste Sara Scaramuzza e Clara Rota con ‘Kimono quotidiano - il sapore della polvere nel buio’, un’opera che evoca più temi; dal ruolo della donna nella cultura estetizzante giapponese alla rimozione dell’esperienza di Hiroshima nella politica giapponese; e Clara Rota con ‘Epifaine’, istallazione sugli antichi teatrini giapponesi. Ad essi si aggiunge ‘Ferita’, installazione di Stefania Scattina in omaggio alla forza d’animo, alla resilienza e alla civiltà del popolo giapponese; e un’opera realizzata specificatamente in occasione della mostra da Ludmilla Radchenco.


Inaugurazione e altri linguaggi



La panoramica sulla cultura e sull’arte giapponese si completa con Itamy la performance coreografica dell'artista italiana Sisina Augusta, che aprirà e inaugurerà la mostra, che vedrà in scena Takane Ezoe e il ballerino Lorenzo Pagani. La performance è un connubio tra gesto, colore e musica ed è ispirata al tema del dolore; a essa si aggiungeranno l’esibizione di un’artista giapponese che proporrà La vestizione del kimono, a cura della maestra Tomoko Hoashi, con un commento di Rossella Marangoni; una lezione aperta di Calligrafia a cura dell’associazione Yuemo; e la ‘Cerimonia del Te’, proposta dall’artista giapponese Saito Watanabe nell’ambito del progetto di ‘umanizzazione’ Cha - No - Yu - L’acqua calda per il te, responsabile il dottor Sergio Marsicano e prodotto dell’associazione ‘Amo la vita Onlus‘.

Il progetto che ha portato l’arte giapponese nell’ospedale San Carlo è finalizzato a migliorare le condizioni di vita dei degenti e si prende cura delle esigenza psico socio antropologiche dei malati incurabili, dei loro familiari e del personale sanitario.

Made in Japan
L'estetica del Fare
Mostra collettiva a cura di Patrizia Rappazzo
Triennale di Milano

viale Alemagna 6, Milano

Martedì - Domenica 10.30 - 20.30

Giovedì 10.30 - 23.00

La biglietteria chiude un'ora prima delle mostre.

Lunedì chiuso

Ingresso: 6/5/4 Euro

ww.triennale.org
www.sguardialtrove.it

martedì 21 febbraio 2012

News: Ultimi giorni per la mostra ARCHIZINES a Milano

GIOVEDIì 23 FEBBRAIO ALLE 19.30 IN OCCASIONE DEL FINISSAGE DELLA MOSTRA "ARCHIZINES" SPAZIOFMGPERL'ARCHITETTURA ORGANIZZA C/O 121+LIBRERIA EXTEMPORANEA IN VIA SAVONA 17/5 MILANO

ARCHIZINES LIVE

DIALOGO CON:
ELIAS REDSTONE, LUCA MOLINARI, JOSEPH GRIMA, MATTEO GHIDONI

GUEST MAGAZINES: BOUNDARIES-STUDIO-ARCHPHOTO2.0-ITALIC-FANTOM

LA CONFERENZA
SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA, giovedì 23 febbraio in concomitanza con il finissage della mostra ARCHIZINES, organizza in collaborazione con Domus la conferenza ARCHIZINES LIVE. L’appuntamento con Elias Reditone (critico e curatore di Archizines), Luca Molinari (critico e curatore di SpazioFMGperl’Architetura), Joseph Grima (Diretore di Domus), Matteo Ghidoni (San Rocco) insieme ai direttori di BOUNDARIES, STUDIO, ARCHPHOTO2.0, ITALIC e FANTOM è alle 19.30 presso 121+LIBRERIA EXTEMPORANEA in Via Savona 17/5. Per l’occasione la mostra presso lo SpazioFMGperl’Architettura rimarrà aperta fino alle 19.30.

LA MOSTRA
Fino al 23 febbraio SpazioFMGperl’Architettura di Iris Ceramica e FMG Fabbica Marmi e Graniti ospita a Milano ARCHIZINES. Una mostra ma anche un progetto di ricerca che raccoglie le pubblicazioni di architettura pi all’avanguardia a livello internazionale. Testate indipendenti e alternative, low cost (fotocopiate o stampate su richiesta) come Another Pamphlet, Scapegoat e Preston is My Paris ma anche ‘preziose’ come San Rocco, Spam e PIN-UP. La raccolta, creata dalla passione di Elias Redstone, curatore e critico britannico, è stata esposta fino allo scorso 14 dicembre negli spazi della Architectural Association School of Architecture, che ha contribuito anche alla realizzazione della mostra.

I 60 titoli che compongono la mostra - tra giornali, riviste rilegate e fanzine – provengono da 20 paesi e hanno la qualità di inquadrare la relazione tra l’uomo e l’ambiente costruito, portando la critica e l’analisi fuori dai suoi confini canonici per trasferirla alla vita quotidiana. Le testate selezionate rappresentano quindi una piattaforma di ricerca e dibattito in relazione all’architettura ma sono anche la dimostrazione che l’amore per la parola e la carta stampata persiste. In mostra ogni titolo presentato con una videointervista all’editore, allo scopo di fornire al visitatore le informazioni per apprenderne lo stile, il taglio redazionale e quindi il modo di ciascuno di interpretare il giornalismo di architettura.

ARCHIZINES nasce dalla collezione personale di Elias Redstone. Il critico e curatore prima di sviluppare la mostra ha trasferito il concept nel portale www.archizines.com affidandone la direzione artistica allo studio Folch di Barcellona. Il sito, mettendo in connessione tra loro testate, lettori ed editori ha poi fatto si che la collezione si sviluppasse. La mostra è una rappresentazione di questo originale progetto e offre la possibilità al pubblico di conoscere nuove riviste – alcune delle quali hanno una distribuzione internazionale molto limitata, con lo scopo di incoraggiare nuovi talenti editoriali a farsi avanti ed emergere.

“Sono stato ispirato dall’incredibile attività editoriale che in ogni parte del mondo viene dedicata alla celebrazione dell’architettura e a come questa si riflette sulle persone. Molte di queste pubblicazioni sono ancora ai loro primi numeri. Nonostante la crescente predominanza di internet, evidentemente esiste il desiderio da parte di architetti, artisti, studenti - e non solo-, di esprimersi attraverso la carta stampata. Dalle fanzine alle testate accademiche o pi professionalmente orientate, le pubblicazioni in mostra offrono un contributo importante e spesso profondo ai temi dell’architettura” spiega Elias Redstone.

La collezione è destinata ad essere trasferita al nelle sale della National Art Library del Victoria & Albert Museum di Londra. Qui è stata infatti definita la sede permanente di questa raccolta correlata al progetto di ricerca ARCHIZINES che, resa disponibile alla consultazione pubblica, diventa una preziosa risorsa per le prossime generazioni.

Il catalogo, edito da Bedford Press, offre un ulteriore approfondimento della relazione tra architettura ed editoria grazie ai contributi di Pedro Gadanho (Beyond), Iker Gil (MAS Context), Adam Murray (Preston is my Paris), Rob Wilson (Block), Mimi Zeiger (Maximum Maxim MMX/loudpaper) e altri. Il catalogo affronta inoltre tematiche quali la rappresentazione dell’architettura nella scrittura creativa, nella fotografia, nei giornali e nelle fanzine e approfondisce il ruolo dell’editoria sia in ambito accademico che nella pratica architettonica.  

 
ARCHIZINES
SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA
Fino al 23 febbraio
Milano Via Bergognone 27 | lun-ven 15-19 ingresso libero . .
Curatore: Elias Redstone
Exhibition Design: AA Exhibitions
Graphic Design: Folch Studio
Catalogo: Bedford Press